Siena, 2 ottobre 2026 – Una stagione nella quale epoche, linguaggi e pratiche musicali differenti entrano costantemente in relazione tra loro: la grande tradizione classico-romantica dialoga con la ricerca musicale d’oggi, la musica sinfonica con quella cameristica e vocale, la dimensione storica con le nuove forme della creazione musicale e interdisciplinare e dell’improvvisazione. È questo il disegno artistico della 104ª stagione concertistica “Micat in Vertice” dell’Accademia Musicale Chigiana: un cartellone di 16 imperdibili appuntamenti, in programma dal 22 novembre 2026 al 14 maggio 2027, costruito secondo un sapiente equilibrio di generi e linguaggi, con la presenza dei massimi interpreti della scena musicale internazionale accanto a giovano talenti, e agli artisti legati ai percorsi formativi dell’Accademia. Un disegno coerente con la missione della Chigiana, che da sempre considera la stagione concertistica non soltanto un luogo di ascolto, ma anche uno spazio nel quale la ricerca, la trasmissione del sapere e l’esperienza artistica si incontrano e si arricchiscono vicendevolmente. Sarà una Stagione ricca di novità, tra le quali una in particolare, davvero sensazionale. Molti dei concerti della Micat in Vertice si apriranno con una breve esibizione di una giovane o un giovane solista, o di un ensemble, del Conservatorio “Rinaldo Franci” di Siena: un’iniziativa pilota, di forte valore innovativo, che rovescia in chiave positiva una consuetudine cara al mondo della musica dal vivo. Come nei grandi concerti pop e rock il pubblico è accolto dall’esibizione di un giovane artista emergente che precede la star, così alla Chigiana saranno i talenti del Conservatorio senese a inaugurare la serata, poco prima dei massimi interpreti internazionali. Un progetto nato nell’ambito del Polo Musicale Senese, che offre ai protagonisti della musica di domani un’opportunità straordinaria: salire sul palcoscenico della grande Stagione dell’Accademia Chigiana e misurarsi con il suo pubblico, in una cornice d’eccellenza. È un gesto che incarna l’anima stessa di questa Stagione: spalancare ai giovani le porte della grande musica e fare dell’incontro tra le generazioni un’esperienza viva e concreta. I talenti di domani accanto ai grandi maestri di oggi, sullo stesso palcoscenico: un ponte tra formazione e scena che rappresenta il cuore più autentico dell’identità chigiana. «La 104ª edizione della Micat in Vertice – dichiara il Presidente Riccardo Coppini – celebra la straordinaria longevità di una delle più antiche stagioni concertistiche italiane. Da 104 anni, senza interruzioni, è l’Accademia Chigiana ad assicurare in modo esclusivo la stagione di concerti della città di Siena: una stagione che si distingue nell’intero panorama nazionale per l’altissima qualità della propria offerta, capace di intrecciare sapientemente i diversi generi musicali e di unire le grandi star della scena internazionale ai giovani talenti emergenti, secondo la firma inconfondibile della Chigiana. È il frutto di una visione che ha saputo fare della Micat non soltanto la stagione di musica classica di Siena, ma un appuntamento di eccellenza riconosciuto ben oltre i confini cittadini. Per moltissimi giovani, inoltre, essa rappresenta l’unica occasione, a Siena, di accostarsi dal vivo al grande repertorio e all’innovazione musicale, ai massimi livelli. Tutto questo, oggi, assume un valore nuovo, diverso rispetto al passato: in un tempo come il nostro, un’iniziativa di questa natura è una risorsa preziosa, che non può e non deve essere trascurata né considerata un bene acquisito. È necessario che l’intera città, le istituzioni cittadine e la collettività se ne approprino pienamente, riconoscendola come un patrimonio comune di cui prendersi cura e frequentando i concerti. Tutto ciò è reso possibile dal sostegno determinante della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, che considera la Chigiana e la sua stagione concertistica un patrimonio irrinunciabile della città e del suo territorio e dalla preziosa collaborazione del Comune di Siena, dell’Opera della Metropolitana di Siena e dell’Arcidiocesi di Siena, Colle di Val d’Elsa e Montalcino, oltre che di tutti i partner che ci accompagnano. È grazie a questa alleanza che possiamo offrire alla città un’esperienza culturale di altissimo livello, altrimenti riservata ai grandi centri metropolitani europei». «La 104ª edizione della Micat in Vertice dimostra quanto la grande tradizione musicale oggi sia viva, capace di rinnovarsi attraverso il confronto con altre culture, altri linguaggi e nuove forme di espressione – illustra il direttore artistico Nicola Sani. Ciò che distingue la nostra Stagione nel panorama nazionale è, prima di tutto, che i suoi concerti siano “cuciti su misura” per la Chigiana e costruiti in sinergia con i nostri partner, e non provengono dai circuiti abituali. Molti dei nomi e dei programmi che presentiamo si possono infatti ascoltare soltanto qui, a Siena. È il caso, ad esempio, dei due concerti con l’Orchestra della Toscana e due straordinari solisti – quello inaugurale con David Krakauer e quello conclusivo con Ilya Gringolts – concepiti appositamente per la nostra Stagione. È un modo di costruire la programmazione che garantisce al pubblico esperienze uniche e irripetibili. Allo stesso tempo, progetti innovativi di grandi interpreti come Markus Stockhausen rafforzano una linea di ricerca verso la musica d’oggi, intesa come sperimentazione di modalità diverse di produzione e di ascolto, che valorizza le forme più avanzate della creazione musicale del nostro tempo. Con il giovane pianista giapponese Hayato Sumino, autentica star globale, questo dialogo riguarda anche il rapporto tra la grande tradizione pianistica e i nuovi modelli di comunicazione e di fruizione della musica. Realizziamo questo concerto straordinario grazie alla sinergia con I Teatri di Siena. La Stagione costruisce inoltre progetti che si sviluppano nel tempo e attraverso reti di collaborazione qualificate: il ritorno di Roger Muraro, che completa il ciclo lisztiano degli Années de pèlerinage dopo Francesco Piemontesi nella stagione precedente, nell’ambito della collaborazione con la IUC di Roma, ne è un esempio, trasformando il singolo concerto in una tappa di una più ampia strategia culturale. E con Le storie di San Francesco, dedicato al seicentesimo anniversario francescano ma anche al decimo anniversario della scomparsa di Umberto Eco, confermiamo la convinzione che il concerto possa diventare un’esperienza culturale complessa, nella quale il linguaggio musicale dialoga con altri codici artistici e con la storia del pensiero estetico e filosofico. La Stagione è anche attraversata da un omaggio a Ludwig van Beethoven nel bicentenario della scomparsa: un percorso che culmina in un titolo di rara esecuzione, l’oratorio Cristo sul Monte degli Ulivi, affidato al Coro della Cattedrale di Siena “Guido Chigi Saracini” diretto da Lorenzo Donati. La scelta di un’opera così poco frequentata testimonia l’attenzione della Chigiana per la riscoperta di pagine capaci di ampliare la conoscenza di un autore oltre il suo canone più abituale. Un altro tratto propriamente chigiano è la presenza in cartellone, tra i principali protagonisti della scena internazionale, dei grandi Maestri della Chigiana – come Tabea Zimmermann, David Krakauer, Jean-Guihen Queyras, Ilya Gringolts, Lorenzo Donati, Stefano Battaglia, Tonino Battista – che mette in relazione le due anime dell’Accademia: quella formativa e quella performativa. La dimensione della formazione non resta separata dalla programmazione, ma trova nella Stagione un luogo concreto di creazione, costruito nel dialogo costante tra passato e presente; così le nuove generazioni possono sperimentare forme artistiche proprie e misurarsi direttamente con la scena, come nel caso del progetto Synthesis, con la straordinaria e carismatica presenza, come special guest, del celebre sassofonista statunitense Chico Freeman, o del giovanissimo Fugue Quartet dal Giappone, formatosi alla Chigiana e già nell’empireo dei grandi, quest’anno insignito del Premio dedicato alla memoria di Marco Baglioni: un riconoscimento che lega la trasmissione del sapere all’arte di domani, trasformando la memoria in investimento sul futuro. Infine, tra i frutti delle importanti collaborazioni istituzionali sul territorio, il Concerto di Natale con il Coro della Cattedrale “Guido Chigi Saracini” rappresenta un momento di restituzione alla città di una realtà nata e cresciuta per iniziativa dell’Accademia Chigiana e dell’Opera della Metropolitana all’interno del sistema culturale senese. Una formazione che ha raggiunto un prestigio tale da collaborare con i più grandi direttori di oggi – tra cui Riccardo Muti, Ottavio Dantone, James Conlon, Tõnu Kaljuste – e che, per festeggiare il suo decimo compleanno, eseguirà nella Cattedrale di Siena, sotto la guida del suo direttore principale Lorenzo Donati, il capolavoro di Thomas Tallis, polifonista inglese del Cinquecento: lo splendido mottetto Spem in alium, nella versione originale per 40 voci reali suddivise in 8 gruppi distribuiti nello spazio». I grandi concerti sinfonici e corali Come da tradizione, la stagione prende il via nella ricorrenza di Santa Cecilia, il 22 novembre, con un concerto sinfonico al Teatro dei Rinnovati, progettato in esclusiva appositamente per l’occasione e costruito intorno ai 70 anni di uno dei più importanti interpreti del nostro tempo, il clarinettista e compositore statunitense David Krakauer, che si esibisce con l’Orchestra della Toscana diretta da Diego Ceretta. In prima esecuzione italiana, il concerto per clarinetto e orchestra The Fretless Clarinet (2021), scritto da Krakauer insieme a Kathleen Tagg, seguito da Le danze di Galánta (1933) di Zoltán Kodály, ispirate ai repertori delle orchestre popolari rom ascoltate fin dall’infanzia, e dalla Sinfonia n. 4 in mi minore op. 98 di Brahms. Un itinerario coerente, che sa unire la libertà espressiva e la contaminazione linguistica di Krakauer, passando attraverso la rielaborazione delle tradizioni popolari ungheresi di Kodály – scelta estetica condivisa da Brahms – fino a una delle più alte forme di elaborazione sinfonica dell’Ottocento. Il 23 dicembre, la Cattedrale di Siena diventa lo scenario naturale del Concerto di Natale, di cui è protagonista il Coro della Cattedrale di Siena “Guido Chigi Saracini”, diretto da Lorenzo Donati. Realizzato in collaborazione con l’Opera della Metropolitana e l’Arcidiocesi di Siena, Colle di Val d’Elsa e Montalcino, il tradizionale evento assume quest’anno un valore particolare per il decennale della fondazione della prestigiosa formazione corale. Per l’occasione, il Coro affronta una produzione di eccezionale portata: il capolavoro di Thomas Tallis, polifonista inglese del Cinquecento, lo splendido mottetto Spem in alium, nella versione originale per 40 voci reali suddivise in 8 gruppi distribuiti nello spazio della Cattedrale. Il rilievo assunto dal Coro nel panorama internazionale è testimoniato dal livello dei suoi prossimi appuntamenti, tra cui la partecipazione al festival Anima Mundi di Pisa, con La Creazione di Haydn insieme all’Orchestra della Toscana sotto la direzione di James Conlon, e l’esibizione a Roma con i Wiener Philharmoniker diretti da Riccardo Muti nella Messa dell’Incoronazione di Mozart, a San Paolo fuori le Mura, per il Festival Internazionale di Musica e Arte Sacra. Il 25 marzo, al Teatro dei Rozzi, in occasione delle celebrazioni per il bicentenario della scomparsa di Ludwig van Beethoven (16 dicembre 1770 – 26 marzo 1827), il Coro della Cattedrale di Siena “Guido Chigi Saracini” diretto da Lorenzo Donati, con la partecipazione al pianoforte di Alessandra Gentile, presenta l’oratorio Christus am Ölberge (Cristo sul Monte degli Ulivi), op. 85, nella versione per soli, coro e pianoforte. La scelta di questo titolo, un’opera di rara intensità spirituale e musicale e di raro ascolto, conferma l’attenzione della Chigiana per la riscoperta di repertori e opere capaci di ampliare la conoscenza di un autore oltre il suo canone più abituale. La stagione si chiude infine, il 14 maggio al Teatro dei Rinnovati, con un grande concerto sinfonico dedicato agli 80 anni di Salvatore Sciarrino, con l’Orchestra della Toscana diretta da Tito Ceccherini e Ilya Gringolts, violino solista: un appuntamento di eccezionale rilievo. I grandi solisti Nel secondo appuntamento della Stagione, il 27 novembre, al Teatro dei Rozzi, ritornano alla Chigiana due protagonisti della storia della musica dagli anni Cinquanta a oggi: i pianisti Antonio Ballista e Bruno Canino, che festeggiano 70 anni di collaborazione. Con esecuzioni storiche nel campo della Neue Musik, il duo nato tra i banchi del Conservatorio di Milano porta a Siena un programma che riflette la proverbiale curiosità artistica dei due interpreti, spaziando dalla limpidezza della Sonata K 448 di Mozart alle avanguardie di Satie, Castiglioni e Milhaud, fino alle monumentali Variazioni su un tema originale di Schubert. Il 5 febbraio, al Teatro dei Rozzi, per il primo dei concerti realizzati in collaborazione con la IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma, la straordinaria virtuosa olandese del flauto dolce Lucie Horsch – protagonista di una brillante carriera sui palcoscenici più importanti e di splendide incisioni discografiche per Decca – presenta il suo atteso recital solistico intitolato Metamorphosis. Il programma della serata porta alla scoperta della sorprendente vitalità di un linguaggio musicale antico e insieme continuamente rinnovabile: dai preludi di Hotteterre e dalle melodie di Jacob van Eyck fino alle pagine di Debussy, Britten, Berio e Stravinsky, dimostra come uno stesso strumento – evolvendo nel tempo dai modelli rinascimentali e barocchi ai flauti contralto, tenore e voice-flute – possa assumere un incredibile caleidoscopio di identità espressive profondamente diverse a seconda delle epoche, degli autori e delle forme musicali. Un appuntamento di assoluto rilievo è il ritorno in Italia, a Siena – al Teatro dei Rozzi, il 12 febbraio – di Roger Muraro, interprete di riferimento del grande repertorio pianistico francese ed europeo, da Liszt a Messiaen. Il concerto nasce nell’ambito della significativa collaborazione con la IUC di Roma. Eseguendo la Deuxième année: Italie e la Troisième année delle Années de pèlerinage, Muraro completa l’integrale del grande ciclo lisztiano su due stagioni consecutive: un progetto avviato lo scorso anno con il primo volume nell’interpretazione di Francesco Piemontesi, che porta così a Siena i due principali interpreti lisztiani del nostro tempo. Due tappe fondamentali di uno dei massimi cicli della letteratura pianistica, nel quale il virtuosismo lascia progressivamente spazio alla riflessione e alla ricerca interiore. Il 3 aprile, al Teatro dei Rinnovati, è una vera e propria superstar della musica globale ad approdare a Siena – il pianista giapponese Hayato Sumino – in un concerto realizzato in collaborazione con I Teatri di Siena. L’attesissimo recital vede protagonista un interprete dal talento smisurato, fenomeno digitale noto sul web con il nome di “Cateen” (oltre 1,4 milioni di iscritti su YouTube) e inserito tra i “30 Under 30” secondo Forbes Japan, nell’innovativo e affascinante programma Chopin Orbit. Un percorso musicale che rompe i confini tradizionali, fondendo i capolavori immortali di Chopin (dalla Sonata n. 2 agli Studi e alle Mazurche) con brani di Saint-Saëns, Adès, Stravinskij e con le sue composizioni e sbalorditive improvvisazioni. In collaborazione con la IUC, il recital di Tabea Zimmermann e Javier Perianes, il 9 aprile al Teatro dei Rozzi, rappresenta uno dei vertici cameristici della stagione. L’appuntamento vede protagonista un sodalizio che unisce due artisti di fama globale: la grande violista Tabea Zimmermann, docente all’Accademia Chigiana del corso di alto perfezionamento di viola, insignita dell’Order of Merit tedesco e presidente di importanti fondazioni musicali, e il celebre pianista spagnolo Javier Perianes, artista esclusivo harmonia mundi, insignito del Premio Nazionale di Musica e acclamato nelle sale più prestigiose del mondo. Il programma costruisce un itinerario di grande profondità cameristica: dalla cantabilità calda e avvolgente delle Fantasiestücke op. 73 di Robert Schumann, alla malinconica Sonata in mi bemolle maggiore op. 120 n. 2 di Johannes Brahms, fino alla raffinata inventiva di Benjamin Britten con le sue Lachrymae. Reflections on a Song of John Dowland op. 4. Ancora in collaborazione con la IUC di Roma, la Micat in Vertice accoglie – il 23 aprile al Teatro dei Rozzi – Jean-Guihen Queyras, da quest’anno nuovo docente del corso di alto perfezionamento di Violoncello dell’Accademia, che ha raccolto il testimone di Antonio Meneses, prematuramente scomparso nell’agosto 2024 dopo una lunghissima e prestigiosa esperienza didattica e artistica alla Chigiana. Queyras è uno dei massimi violoncellisti della scena internazionale, artista dalla personalità interpretativa unica, capace di unire una tecnica straordinaria, una profonda libertà espressiva e una curiosità musicale che lo ha portato ad attraversare con la medesima autorevolezza il repertorio barocco, classico, romantico e quello del nostro tempo. Il suo recital traccia una linea attraverso tre epoche e tre universi musicali profondamente diversi: dalla celebre Suite n. 1 in sol maggiore BWV 1007 di Johann Sebastian Bach, vertice assoluto della letteratura per violoncello solo, alla Cello Sonata Four Cities di Fazıl Say, fino alla monumentale e virtuosistica Sonata op. 8 di Zoltán Kodály. I prestigiosi Quartetti Un attesissimo ritorno alla Chigiana, l’8 gennaio al Teatro dei Rozzi, dopo oltre 15 anni di assenza, è quello del Cuarteto Casals, una delle formazioni cameristiche più importanti del mondo, attiva da quasi trent’anni e insignita della Medaglia d’Onore dalla Regina Sofia di Spagna. Fondato nel 1997 e ospite regolare delle più prestigiose sale internazionali, l’ensemble – composto da Vera Martínez Mehner e Abel Tomàs ai violini, Cristina Cordero alla viola e Arnau Tomàs al violoncello – si distingue per un’interpretazione filologicamente accurata e per un suono luminoso. Il Cuarteto Casals torna a Siena con un programma di altissima intensità: si apre con il raffinato Quartetto op. 20 n. 5 di Joseph Haydn, prosegue con l’esplorazione del Novecento attraverso il Quartetto n. 4 di Dmitrij Šostakovič e culmina nella drammatica intensità del quartetto La morte e la fanciulla di Franz Schubert. Il concerto del Fugue Quartet, il 16 aprile al Teatro dei Rozzi, porta in scena una delle giovani formazioni cameristiche più promettenti del panorama internazionale. Proprio in occasione della presentazione della Stagione, l’Accademia Chigiana annuncia ufficialmente l’assegnazione al Fugue Quartet della seconda edizione del “Premio Marco Baglioni”, promosso in collaborazione con il Rotary Club Siena Est: il concerto del 16 aprile sarà dunque il concerto dei vincitori. Il “Premio Marco Baglioni” è dedicato alla memoria di una figura che, per oltre vent’anni, ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale nella vita dell’Accademia Musicale Chigiana e nel più ampio panorama culturale e istituzionale senese. Nel suo lungo percorso accanto alla Chigiana, prima come consigliere di amministrazione e poi come presidente del Collegio Sindacale, Marco Baglioni – socio del Rotary Club Siena Est fin dalla sua costituzione – ha accompagnato alcune delle trasformazioni più significative dell’istituzione, con competenza, visione e profondo senso di appartenenza. Il Premio nasce dal desiderio di trasformare il suo ricordo in un gesto concreto rivolto al futuro, sostenendo il talento delle nuove generazioni di interpreti, nel pieno spirito che anima la missione della Chigiana: coniugare alta formazione, trasmissione del sapere musicale e valorizzazione dei giovani artisti. Il riconoscimento viene conferito al Fugue Quartet per essersi particolarmente distinto nel corso di alto perfezionamento di Quartetto d’archi tenuto da Clive Greensmith presso l’Accademia, dando prova di eccellenza interpretativa, maturità artistica e profonda sensibilità cameristica. Fondato nel 2023 all’Università delle Arti di Tokyo da Mako Ochiai e Kentaro Konishi (violini), Soichiro Kawabe (viola) e Soichiro Matsutani (violoncello), e allievo dal 2024 del corso di Greensmith, il brillante ensemble giapponese si è imposto all’attenzione internazionale vincendo importanti riconoscimenti, tra cui il secondo premio al 12° Concorso Internazionale di Musica da Camera di Osaka e il terzo premio alla 75ª edizione del prestigioso ARD International Music Competition di Monaco. La sua statura si era già rivelata nel corso del Chigiana International Festival & Summer Academy 2026, con un’esecuzione di altissimo livello del Quartetto n. 3 di Benjamin Britten e del Quartetto n. 5 di Hans Werner Henze. Per il suo concerto senese, il Fugue Quartet affronta un programma di rara ambizione, che riunisce due vette tra le più ardue e visionarie dell’intera letteratura per quartetto: il Quartetto op. 130 di Ludwig van Beethoven nella sua versione originale, con la Grande Fuga op. 133 come finale – la pagina monumentale e rivoluzionaria che Beethoven aveva concepito quale conclusione dell’opera – e il Quartetto n. 5 di Béla Bartók, capolavoro di architettura e di energia ritmica del Novecento. Un programma fenomenale, che conferma la maturità e la statura artistica del giovane ensemble. I progetti multidisciplinari Con Le storie di San Francesco. Dai Fioretti a Umberto Eco, in programma il 4 dicembre al Teatro dei Rozzi, la stagione apre un ulteriore fronte di ricerca: quello dell’incontro tra musica, letteratura, narrazione e linguaggio audiovisivo. Il pianoforte di Vincenzo Maltempo e le immagini, il testo e la narrazione di Pietro Mercogliano danno vita a uno spettacolo multimediale e narrativo, ideato per celebrare il doppio anniversario del 2026: gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi e i dieci dalla scomparsa di Umberto Eco. Vincenzo Maltempo è uno dei pianisti più originali della sua generazione, celebrato dalla critica internazionale – da The Guardian a Gramophone – e riconosciuto tra i massimi interpreti al mondo di Charles-Valentin Alkan, di cui ha inciso le pagine più ardue: un artista che unisce a un virtuosismo prodigioso una profonda cultura musicale e la passione per la riscoperta di autori e repertori dimenticati. Pietro Mercogliano, raffinato uomo di lettere e di cultura visiva, è tra le firme delle edizioni Franco Maria Ricci e della rivista FMR, dove intreccia erudizione, arguzia e amore per il bello. Il loro è un viaggio che prende le mosse dall’eredità di San Francesco per ripercorrere miti, leggende e i nodi più oscuri e affascinanti del Basso Medioevo, attraverso la lettura di Eco – nei suoi capolavori come Il nome della rosa e Baudolino, oltre ai saggi semiotici – che svela le molte sorprese di un mondo che crediamo di conoscere. Il racconto si intreccia inestricabilmente con la musica di Bach, Franck e Liszt. Guidato al pianoforte e nella direzione da Stefano Battaglia – figura di riferimento internazionale della ricerca musicale, storico docente di Siena Jazz e stimato maestro dell’Accademia Chigiana – l’Ensemble Tabula Rasa presenta in prima mondiale il 12 marzo, al Teatro dei Rozzi, l’intenso progetto Walls of Light. Hommage to Mark Rothko. L’appuntamento, in collaborazione con Siena Jazz, inserito nell’attività del Polo Musicale Senese, unisce la sensibilità improvvisativa e la ricerca timbrica dell’ensemble a un omaggio all’arte visiva e spirituale di Mark Rothko, proseguendo quel percorso di traduzione musicale dei grandi universi poetici che caratterizza la ricerca di Stefano Battaglia. Il percorso di Tabula Rasa è emblematico della cura con cui la Chigiana accompagna i propri progetti strategici, portandoli ai massimi livelli nei rispettivi ambiti. Nata nel 2015 dal corso-laboratorio ideato da Stefano Battaglia all’Accademia Chigiana, frutto della collaborazione tra la Chigiana e Siena Jazz, la formazione ha di recente dato alle stampe due splendidi cofanetti da tre CD – Kum! e Matheria – prodotti interamente dalla Chigiana per l’etichetta Centripeta, a cura di Stefano Jacoviello, accolti da un notevole consenso della critica. Un cammino che ha condotto l’ensemble fino all’orbita della prestigiosa ECM di Manfred Eicher, che produrrà il suo prossimo disco: un traguardo straordinario, che testimonia la capacità della Chigiana di dare continuità e respiro internazionale alle proprie creazioni. I nuovi orizzonti del suono L’11 dicembre la Micat in Vertice ritorna eccezionalmente nel Salone dei Concerti di Palazzo Chigi Saracini, con un appuntamento estremamente innovativo nato dalla solida alleanza per la formazione tra Siena Jazz – Accademia Nazionale del Jazz (capofila), l’Accademia Musicale Chigiana e la Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, finanziato con il sostegno dell’Unione Europea nell’ambito di Giovanisì. Il progetto Synthesis si configura come un laboratorio integrato di co-creazione e residenza artistica dedicato a 24 musicisti, sotto la guida del direttore d’orchestra Tonino Battista, figura di spicco della musica d’oggi e più volte ospite della Chigiana, che fonde sapientemente jazz, scrittura colta, nuove tecnologie e pratiche interdisciplinari, trasformando il palco in uno spazio di visione condivisa tra passato e futuro. A rendere ancora più speciale l’appuntamento è la straordinaria e carismatica presenza, come special guest, del celebre sassofonista statunitense Chico Freeman: figlio del leggendario Von Freeman e cresciuto nella grande scuola di Chicago e nell’ambito dell’AACM, in oltre cinquant’anni di carriera ha affiancato i giganti del jazz – da McCoy Tyner a Elvin Jones, da Dizzy Gillespie a Sun Ra – imponendosi tra i massimi interpreti del suo strumento. Il 26 febbraio è la Chigiana a festeggiare, al Teatro dei Rozzi, i 70 anni di Markus Stockhausen, con un magnifico concerto in cui il celebre musicista presenta il suo nuovo progetto, Between Earth and Sky, Matter and Spirit (Fra Terra e Cielo, Materia e Spirito), di cui è di recente uscito l’album per l’etichetta Dark Companion. Celebre trombettista, flicornista e compositore tedesco, Markus Stockhausen è figura di riferimento internazionale della ricerca musicale, dell’improvvisazione e del dialogo fra i linguaggi, con oltre quarantacinque anni di attività ai massimi livelli. Lo affianca il suo New Quintet, formato da musicisti di eccellenza: la voce luminosa e multiottava di Annie Barbazza, i flauti e l’elettronica di Fabio Mina, le percussioni di Francesco Savoretti e il pianoforte di Fabrizio Ottaviucci, interprete di assoluto riferimento del pianoforte d’oggi, tra i massimi esecutori di Feldman, Scelsi e Cardew. Realizzato in collaborazione con la IUC di Roma, il programma si muove nel segno della musica progressiva e intuitiva, spingendosi ben oltre i confini stilistici tradizionali per creare paesaggi sonori di grande intensità e impatto immaginifico, che elevano la fantasia degli interpreti e dell’ascoltatore a un’esperienza di “co-creazione” estetica del nostro tempo. Il concerto conclusivo La 104ª stagione concertistica si conclude il 14 maggio al Teatro dei Rinnovati, con un appuntamento sinfonico di eccezionale rilievo, un evento celebrativo dedicato agli 80 anni di Salvatore Sciarrino, uno dei massimi compositori italiani del nostro tempo e figura profondamente legata alla storia artistica e formativa della Chigiana. Docente di Composizione dell’Accademia dal 2013, dopo aver già insegnato a Siena nel 1983 e nel 2002, Sciarrino rappresenta oggi una delle presenze più autorevoli e longeve della comunità dei maestri chigiani. Sul podio dell’Orchestra della Toscana sarà Tito Ceccherini, interprete particolarmente autorevole del repertorio del nostro tempo e, al suo fianco, in veste di solista, la presenza straordinaria e carismatica di Ilya Gringolts, uno dei più grandi violinisti della scena internazionale, vincitore del Premio Paganini e da anni una delle figure di riferimento della vita artistica e didattica della Chigiana, dove è docente del corso di alto perfezionamento di Violino. Il programma è costruito intorno a un’idea di dialogo fra memoria, tradizione e invenzione. L’apertura con la luminosa Le Ebridi di Felix Mendelssohn introduce infatti l’universo sonoro che sarà immediatamente trasformato e reinventato da Sciarrino nella sua Allegoria della notte, per violino e orchestra. L’opera, ispirata al celebre Concerto per violino di Mendelssohn, sviluppa un rapporto originale e sottilissimo con la memoria del capolavoro romantico: frammenti, allusioni e risonanze del modello vengono trasformati all’interno di un universo sonoro del tutto personale, nel quale il passato non viene semplicemente citato, ma evocato e trasfigurato. La partitura affida un ruolo di primo piano alle percussioni, numerose e cangianti, qui interpretate dal Chigiana Percussion Ensemble (CPE), formazione nata in seno all’Accademia nel corso di alto perfezionamento di percussioni tenuto da Antonio Caggiano. Un ulteriore, prezioso filo lega inoltre quest’opera alla storia della Chigiana: Allegoria della notte fu scritta da Sciarrino per Salvatore Accardo, a lui dedicata, un altro dei grandi Maestri che hanno segnato la vita dell’Accademia, di cui Accardo è tuttora uno dei più prestigiosi docenti. L’esecuzione di Ilya Gringolts diventa così anche un omaggio all’intreccio di amicizie, dediche e magisteri che ha attraversato la storia chigiana. Nella seconda parte, il concerto si chiude con la Sinfonia n. 4 in si bemolle maggiore op. 60 di Ludwig van Beethoven. La scelta suggella idealmente l’intera Stagione: nell’anno del bicentenario beethoveniano – che la Micat in Vertice ha attraversato fin dall’oratorio Cristo sul Monte degli Ulivi – la grande tradizione sinfonica torna protagonista, in un dialogo ideale con l’invenzione di Sciarrino e con il modello mendelssohniano ascoltato in apertura. La scelta di concludere la stagione con un progetto di questa natura è fortemente coerente con l’identità della Micat in Vertice: una stagione profondamente radicata nella grande tradizione, ma capace di guardare al presente e al futuro, costruendo progetti nei quali repertorio, ricerca, grandi interpreti e identità chigiana si incontrano. La 104ª edizione si chiude così non semplicemente con un grande concerto sinfonico, ma con un appuntamento che sintetizza in forma esemplare il disegno culturale dell’intera stagione. «La Stagione Micat in Vertice 2026-2027 rinnova il saldo legame dell’Accademia Chigiana con la comunità, consolidandosi quale fulcro di incontro e di scambio culturale della città – commenta il Direttore amministrativo Angelo Armiento. La Chigiana promuove la musica come potente strumento di crescita e di coesione sociale, con una precisa attenzione verso le nuove generazioni. Ne è testimonianza l’iniziativa, davvero innovativa, che quest’anno vedrà molti concerti della Stagione aprirsi con l’esibizione dei giovani talenti del Conservatorio “Rinaldo Franci” di Siena: un gesto concreto, nato nell’ambito del Polo Musicale Senese, che offre ai musicisti di domani il palcoscenico della nostra grande Stagione, accanto ai massimi interpreti internazionali. Nella stessa direzione lavoriamo perché l’accesso ai concerti sia il più agevole possibile, attraverso una politica di prezzi contenuti e formule dedicate ai giovani, e grazie a un rapporto sempre più stretto con le istituzioni formative e culturali del territorio, quali l’Università degli Studi e l’Università per Stranieri di Siena, il Conservatorio con cui collaboriamo intensamente, fino alle scuole di ogni ordine e grado. L’obiettivo è rendere l’esperienza della grande musica dal vivo parte integrante della formazione umana e intellettuale dei giovani, e un patrimonio realmente condiviso da tutta la città». Media partner della stagione Micat In Vertice sono La Nazione QN, RadioSienaTV, Canale3, SienaNews e la Gazzetta di Siena. INFO DI BIGLIETTERIA È possibile partecipare a una parte della stagione a prezzo vantaggioso acquistando il Carnet “Scegli tu” per assistere a concerti a scelta (almeno 5 spettacoli: costo a concerto da 10€ a 21€). L’Evento in Cattedrale sarà ad ingresso libero fino a esaurimento posti. Saranno riservati dei posti per gli abbonati e i possessori di Carnet (previa prenotazione). I biglietti (da 5€ a 25€) di tutti i concerti potranno essere acquistati a partire dal 2 novembre in biglietteria e online tramite il sito www.chigiana.org o direttamente sulla piattaforma TicketOne.it. È possibile prenotare il biglietto degli spettacoli a partire dal 2 novembre dal lunedì al venerdì (ad eccezione dei giorni festivi) dalle ore 9.30 alle ore 12.30 telefonando al numero 0577.220922. Pagamento e ritiro dei biglietti prenotati potranno avvenire negli orari di apertura della biglietteria. Il diritto all’acquisto sarà garantito fino alle ore 20.15 del giorno del concerto dopodiché i biglietti prenotati e non ritirati saranno resi disponibili per la vendita. Come consuetudine, l’Accademia Musicale Chigiana offrirà a studenti e ragazzi sotto i 26 anni di età e a chi abbia compiuto 65 anni forti riduzioni sul prezzo di biglietti e abbonamenti. Saranno inoltre disponibili biglietti al prezzo di € 10 nei Primi Posti e di € 5 negli Ingressi per i possessori della Carta Universitaria “Studente della Toscana”, per gli studenti del Polo Musicale Senese e delle scuole primarie e secondarie senesi, fino ad esaurimento dei posti disponibili. Previste offerte speciali per gli Enti Convenzionati. Media relation |music&media 
COMUNICATO STAMPA
Micat In Vertice
Concerti 2026-2027
104ª edizione
La Stagione di Siena
Una stagione sensazionale: 16 appuntamenti dal 22 novembre 2026 al 14 maggio 2027, con le più grandi star della musica a livello mondiale, tra grande repertorio classico-romantico, musica antica, jazz, nuovi orizzonti multimediali e del suono d’oggi
Una novità firmata Accademia Chigiana: molti concerti si apriranno con l’esibizione dei giovani talenti del Conservatorio “Rinaldo Franci” di Siena, che precederanno i grandi interpreti sul palcoscenico della Stagione, in un progetto pilota di forte valore innovativo.
Il 22 novembre la tradizionale apertura nella ricorrenza di Santa Cecilia: l’omaggio sinfonico dell’Accademia Chigiana a David Krakauer, per i suoi 70 anni, un evento esclusivo con il clarinettista statunitense e la direzione di Diego Ceretta alla testa dell’Orchestra della Toscana.
I più prestigiosi solisti della scena musicale internazionale: la star giapponese del pianoforte Hayato Sumino, il raffinato interprete del repertorio lisztiano Roger Muraro, la violista Tabea Zimmermann in duo con Javier Perianes, il celebre violoncellista Jean-Guihen Queyras, l’omaggio ai 70 anni di carriera del duo pianistico Canino-Ballista.
La cameristica: dal celeberrimo Cuarteto Casals al Markus Stockhausen New Quintet.
Le giovani star: la virtuosa Lucie Horsch, con il programma Metamorphosis, interamente dedicato al caleidoscopico universo sonoro del flauto dolce.
Il sassofonista Chico Freeman, special guest del Progetto Synthesis, diretto da Tonino Battista.
San Francesco e Umberto Eco insieme nel progetto multimediale di Pietro Mercogliano, con il pianoforte di Vincenzo Maltempo.
Per il bicentenario della scomparsa di Ludwig van Beethoven, il Coro della Cattedrale di Siena “Guido Chigi Saracini” diretto da Lorenzo Donati è protagonista dell’oratorio “Cristo sul Monte degli Ulivi”.
L’Ensemble Tabula Rasa, diretto da Stefano Battaglia, presenta il nuovo Omaggio a Mark Rothko in prima assoluta.
Il Premio Marco Baglioni, promosso dall’Accademia Chigiana con il Rotary Club Siena Est, assegnato quest’anno all’emergente Fugue Quartet dal Giappone, protagonista di un concerto dal programma di rara ambizione, tra Beethoven e Bartók.
Chiusura di Stagione con il celebre violinista Ilya Gringolts e l’Orchestra della Toscana diretta da Tito Ceccherini, per uno straordinario omaggio a Salvatore Sciarrino per i suoi 80 anni, insieme a Mendelssohn e alla Sinfonia n. 4 di Beethoven.
Si rinnova la sinergia con il Comune di Siena per i concerti al Teatro dei Rinnovati e al Teatro dei Rozzi.
Riconferma e prenotazione nuovi abbonamenti dal 15 ottobre al 2 novembre
Biglietti in vendita a partire dal 2 novembre sul sito www.chigiana.org o direttamente su TicketOne.it
Ringraziamenti – Le attività dell’Accademia Chigiana sono rese possibili grazie al sostegno determinante della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, al contributo di Ministero della Cultura, Regione Toscana, Opera della Metropolitana e Arcidiocesi di Siena, Colle Val d’Elsa e Montalcino, Comune di Siena. Si ringraziano inoltre l’Università degli Studi e l’Università per Stranieri di Siena, l’Associazione Siena Jazz, il Conservatorio Rinaldo Franci, la Società Esecutori Pie Disposizioni, la IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma, l’Associazione Amici Della Musica di Foligno, il Rotary Club Siena, il Rotary Club Siena Est, il Lions Club Siena e Siena Torre di Mezzo, il Soroptimist Club Siena, Inner Wheel Club Siena e Siena Fonte Gaia, Confindustria Toscana Sud, l’Associazione Nazionale Anziani Pensionati di Confartigianato, il Prof. Nicola Carretti e tutti i membri del programma sostenitori “In Vertice” per il caloroso e generoso contributo riservato all’Accademia.
Info, biglietti e abbonamenti – Gli abbonamenti ai 15 spettacoli a pagamento (da 140 € a 300 €) potranno essere rinnovati o prenotati dal 15 ottobre al 2 novembre inviando una email all’indirizzo biglietteria@chigiana.org, chiamando il numero 0577.220922 o recandosi presso la biglietteria di Palazzo Chigi Saracini negli orari di apertura (dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle ore 12.30; giovedì anche 16-19 e venerdì 13-19; chiuso nei giorni festivi).
Paolo Andreatta +39 340 5690863 – Nicoletta Tassan Solet + 39 348 6418066 – Giulia Tonelli info@musicandmedia.it