COMUNICATO STAMPA

Il Danish String Quartet a Siena: capolavori e visioni tra classica e Radiohead


L’ensemble scandinavo più acclamato al mondo protagonista alla Micat in Vertice con un programma tra echi dell’est Europa e avanguardia targata Radiohead

Venerdì 27 marzo 2026, ore 21.00

Salone dei concerti di Palazzo Chigi Saracini – Siena

 

 

Siena, 23 marzo 2026 – Siena, 23 marzo 2026 – La 103ª Stagione “Micat in Vertice” dell’Accademia Musicale Chigiana presenta un evento di assoluto rilievo: il leggendario Danish String Quartet, tra le migliori formazioni cameristiche al mondo, sarà ospite per la prima volta dell’Accademia Chigiana con un concerto straordinario, in programma eccezionalmente nel Salone dei Concerti di Palazzo Chigi Saracini. Un contesto esclusivo che offre un ascolto ravvicinato e un’acustica di rara eccellenza.

Noti per il loro carisma trascinante, per le celebri incisioni realizzate con Manfred Eicher per l’etichetta ECM, per un’energia esecutiva capace di attrarre anche il pubblico della musica rock e per l’originalità delle scelte di repertorio, i quattro musicisti scandinavi arrivano a Siena con un progetto che sfida le convenzioni. Il Salone dei Concerti si trasforma così in un vero laboratorio di poliedriche espressioni sonore, dove tradizione e contemporaneità dialogano in modo sorprendente.

Definito dal Washington Post «uno dei migliori quartetti di oggi», il Danish String Quartet non è soltanto un ensemble di straordinario livello, ma un autentico spazio di esplorazione sonora. I quattro musicisti, cresciuti insieme fin dall’adolescenza in un summer camp nella campagna danese, hanno conservato intatto lo spirito di quell’amicizia originaria, trasformandolo in una complicità musicale rarissima. A una tecnica prodigiosa uniscono quella “nimble charisma” – un carisma agile e immediato – che li rende unici: capaci di passare con naturalezza dalla compostezza del grande repertorio classico all’energia travolgente delle pagine più audaci, conquistando il pubblico dei più importanti palcoscenici internazionali.

Il programma del concerto, realizzato in collaborazione con IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti dell’Università “La Sapienza” di Roma, si configura come un’esplorazione audace delle possibilità espressive del quartetto d’archi. Un percorso che attraversa il Novecento e il presente, mettendo in dialogo due giganti come Dmitrij Šostakovič e Alfred Schnittke con una delle voci più originali del nostro tempo, Jonny Greenwood, polistrumentista e mente creativa dei Radiohead, band iconica che ha ridefinito il linguaggio del rock contemporaneo influenzando intere generazioni. Legati da un sottile filo di continuità, questi autori hanno costruito linguaggi inconfondibili, in cui il tragico e il comico si sfiorano, il grottesco si trasforma in tensione espressiva e l’ironia incide, come un bisturi, sulle certezze della tradizione.

Il viaggio si apre con il polistilismo di Schnittke, e del suo del Quartetto n. 2 in cui frammenti di jazz, barocco e musica sacra collidono in una danza teatrale e imprevedibile. Segue la Suite da “There Will Be Blood” di Jonny Greenwood, che con il suo celebre lavoro per il grande schermo ha dimostrato come il quartetto d’archi possa farsi personaggio psicologico autonomo. Greenwood, con le sue scordature audaci e i cluster sonori, porta in sala la freschezza di un linguaggio di rottura, capace di abbattere le barriere tra l’avanguardia colta e la sensibilità del rock d’autore. Infine, il graffiante sarcasmo sonoro del Quartetto n. 3 in fa maggiore op. 73 di Shostakovich, dietro l’apparente leggerezza dei valzer si cela una musica di protesta e sarcasmo sonoro, tra tragedia e ironia, tipica del compositore russo. Il concerto invita a un percorso tra estetiche ambivalenti. Tre grandissimi autori che, pur avendo vissuto in epoche e contesti differenti, sono accomunati da un forte legame con la musica per il cinema una “zona franca” per sperimentare soluzioni timbriche e narrative ardite.

L’impegno intellettuale e l’urgenza espressiva che uniscono questi tre autori si traducono, sotto le mani del Danish String Quartet, in un’esperienza vitale: la musica diventa uno specchio della storia, ma soprattutto un invito a condividere una tensione creativa che è, al tempo stesso, gioco e sfida. Un appuntamento imperdibile per scoprire come la grande musica da camera possa essere contemporaneamente intellettuale, sorprendente e profondamente comunicativa.

Alle 20.30, una guida all’ascolto in sala accompagnerà il pubblico nel mondo creativo dei tre compositori, svelando i segreti di questa “nuova musica” che parla al nostro tempo con la forza del cinema.

Data la limitata disponibilità di posti nel Salone dei Concerti di Palazzo Chigi Saracini, l’Accademia Musicale Chigiana invita il pubblico a garantirsi per tempo l’accesso a questo appuntamento di straordinario rilievo.

PROGRAMMA

Alfred SchnittkeQuartetto n. 2

Jonny GreenwoodSuite da “There Will Be Blood”

Dmitri Shostakovich Quartetto n. 3 in fa maggiore op. 73

DANISH STRING QUARTET

Frederik Øland, Rune Tonsgaard Sørensen (violino),
Asbjørn Nørgaard (viola), Fredrik Schøyen Sjölin (violoncello)

BIOGRAFIA

Come quartetto d’archi, ci troviamo al centro del mondo della musica classica. Ogni giorno ci immergiamo nelle opere dei grandi maestri come Beethoven e Mozart, ma suoniamo anche qualche concerto di musica popolare. Nel corso degli anni abbiamo avuto la fortuna di studiare in molti luoghi diversi, partecipare a masterclass con insegnanti di fama internazionale e avere l’opportunità di esibirci nelle principali sale da concerto del mondo. Abbiamo partecipato a concorsi e realizzato alcune registrazioni.

Ecco invece una storia più semplice del quartetto: siamo tre danesi e un violoncellista norvegese, rendendo questo un vero progetto scandinavo. Essendo relativamente barbuti, spesso ci paragonano ai Vichinghi. Tuttavia, saccheggiamo la costa inglese solo occasionalmente.

Noi tre danesi ci siamo incontrati molto presto nella vita, nella campagna danese, in un summer camp per giovani musicisti appassionati. Non eravamo ancora adolescenti e, essendo i più giovani, passavamo il tempo insieme giocando a calcio e suonando musica da camera. Eravamo bambini danesi normali con un interesse sopra la media per la musica classica da camera. Presto siamo diventati grandi amici e lo siamo ancora oggi. Nel 2001, il professor Tim Frederiksen della Royal Danish Academy of Music di Copenaghen ha iniziato a seguirci regolarmente, esercitandoci per ore sui primi quartetti di Haydn. All’improvviso, a 15 e 16 anni, eravamo un quartetto d’archi serio, concentrati sull’intonazione e tutto il resto. Tutto è successo così velocemente che nessuno di noi sembrava accorgersi della trasformazione.

Il tempo è passato e siamo cresciuti. Abbiamo fatto crescere la barba. Nessuno di noi ricorda la propria vita senza il quartetto d’archi. Nel 2008 si è unito a noi il violoncellista norvegese Fredrik. Sembrava un personaggio di Game of Thrones e ci è sembrato subito perfetto per il gruppo. Nel tempo libero, Fredrik ama riparare o navigare con il suo cabinato OE32 da qualche parte in Scandinavia.

Altri interessi del gruppo includono auto d’epoca, cucina, videogiochi, lettura, giochi, conversazioni, immersioni subacquee, tennis e l’essere papà di bambini piccoli. Sì, suonare quartetti d’archi è il nostro lavoro, e sì, è un lavoro duro, ma lo facciamo soprattutto per piacere, come abbiamo sempre fatto. La musica è un modo per stare insieme agli amici, e speriamo di poterlo fare ancora per molti, molti anni.


Queste registrazioni [PRISM] devono essere considerate tra le più importanti degli ultimi dieci anni. Nessuna registrazione riesce davvero a catturare ciò che rende il Danish String Quartet così speciale in concerto, a fissare l’aura fugace di concentrazione intensa che si crea in sala quando sono al massimo. Ma le cinque uscite di “Prism” ci si avvicinano molto…

  • David Allen, The New York Times

Sanno semplicemente essere un quartetto eccezionale, qualunque repertorio suonino.”

  • Anthony Tommasini, The New York Times

Ma nulla avrebbe potuto prepararmi davvero al tornado di energia che il quartetto ha liberato con l’esecuzione del Quartetto n. 14 di Schubert, La morte e la fanciulla… Perché ottengono un tale riconoscimento? Per parte mia, devo attribuirlo a due cose: il loro impegno nel connettere e contestualizzare la musica da tutte le aree della tradizione concertistica e oltre, e la gioia sfrenata che provano nel suonare insieme.”

  • A.Z. Madonna, Boston Globe

Il Danish String Quartet si distingue: non perché siano più brillanti o appariscenti degli altri, ma per il loro agile carisma, il repertorio elegante e il modo in cui le loro sfumature leggere e granulose cambiano in un attimo.”

  • Kate Molleson, The Guardian

Possono essere radicati nel loro tono o mistici. Hanno saputo far fermare il tempo e assumere la posa di rockers aggressivi ed eccitanti. Hanno fatto tutto.”

  • Mark Swed, The Los Angeles Times

I Danish sono straordinari, come sempre: capaci di fusione intensa, variazioni dinamiche estreme (in cui sembrano incollati), intonazione perfetta anche sugli armonici e costante vitalità e fluidità.”

  • Andrew Mellor, Gramophone

Questo è uno dei migliori quartetti oggi in pubblico.”

  • Robert Battey, The Washington Post

            1. Info, biglietti e prenotazioni

I biglietti (da € 5 a € 25) sono acquistabili presso la biglietteria dell’Accademia Chigiana e online su www.chigiana.org e TicketOne.it.

Sono previste riduzioni per studenti, under 26, over 65 e per i possessori della Carta Universitaria “Studente della Toscana”.

Prenotazioni
0577 220922 – biglietteria@chigiana.org

Ufficio Stampa

Accademia Musicale Chigiana
Tel. 0577.22091 | Fax. 0577.220936
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