Siena, Palazzo Chigi Saracini, dal 6 luglio al 1 settembre 2026
Siena, 4 maggio 2026 – La 103ª Stagione di concerti “Micat in Vertice” dell’Accademia Chigiana si conclude con un appuntamento che ne riassume pienamente lo spirito artistico e progettuale, rilanciandone al tempo stesso la visione culturale e internazionale. Venerdì 8 maggio 2026, alle ore 21.00, il Teatro dei Rozzi ospiterà l’Orchestra della Toscana diretta da Diego Ceretta, con la partecipazione di Emilio Cecchini (clarinetto) e Umberto Codecà (fagotto), protagonisti di un programma che attraversa oltre un secolo di musica europea tra Anton Webern, Richard Strauss e Felix Mendelssohn. Un concerto conclusivo che assume insieme un valore simbolico e progettuale: da un lato suggella una stagione di straordinaria intensità artistica, dall’altro testimonia in modo concreto la capacità dell’Accademia Chigiana di mettere in relazione formazione e professione, tradizione e innovazione, patrimonio storico e progettualità contemporanea. Diego Ceretta rappresenta infatti uno dei più significativi percorsi artistici nati all’interno dei corsi di alto perfezionamento dell’Accademia Chigiana, dove si è formato con Daniele Gatti e Luciano Acocella. Oggi direttore musicale dell’Orchestra della Toscana e direttore ospite di alcune delle più importanti istituzioni sinfoniche nazionali e internazionali, Ceretta incarna in modo emblematico il ruolo della Chigiana come autentica fucina di talenti della scena musicale contemporanea, capace di accompagnare giovani musicisti verso le più alte dimensioni della professione artistica internazionale. Il programma della serata si configura come un itinerario ricco di rimandi, prospettive e tensioni espressive, capace di mettere in dialogo tre momenti cruciali della storia musicale europea tra Ottocento e Novecento. Ad aprire il concerto sarà la Langsamer Satz di Anton Webern, pagina giovanile sorprendente per intensità lirica e tensione espressiva, lontana dalle radicali sperimentazioni della maturità ma già attraversata da una sensibilità raffinatissima. In questo “tempo lento”, la scrittura si distende in un flusso sonoro continuo, quasi contemplativo, che restituisce un volto inaspettato del compositore viennese, sospeso tra malinconia, espansione lirica e profondissima introspezione. Al centro del programma il Duetto Concertino per clarinetto, fagotto, orchestra d’archi e arpa di Richard Strauss, una delle testimonianze più affascinanti della sua tarda produzione. Composto in una fase di profonda trasformazione del linguaggio straussiano, il brano si distingue per una scrittura di straordinaria eleganza timbrica e trasparenza espressiva, nella quale i due strumenti solisti si rincorrono e si intrecciano in un dialogo di forte impronta teatrale, sospeso tra ironia, virtuosismo e una sottile leggerezza narrativa. Una dimensione quasi fiabesca attraversa l’intera partitura, nella quale la sapienza costruttiva di Strauss si coniuga con una continua reinvenzione del rapporto tra tradizione e modernità. A interpretare questa pagina di rara raffinatezza saranno Emilio Cecchini e Umberto Codecà, prime parti dell’Orchestra della Toscana e musicisti di riferimento della compagine fiorentina, protagonisti di un raffinato equilibrio tra virtuosismo individuale e coesione d’insieme dal sapore cameristico. A chiudere la serata sarà la Sinfonia n. 1 in Do minore op. 11 di Felix Mendelssohn, composta quando l’autore aveva appena quindici anni. Un’opera di sorprendente maturità, già capace di coniugare la chiarezza della tradizione classica con il nuovo slancio romantico. L’energia dei contrasti, la brillantezza della scrittura orchestrale e la vitalità espressiva che attraversa l’intera partitura restituiscono il ritratto di un talento precocissimo destinato a segnare profondamente la storia della musica europea. Il concerto dell’8 maggio rappresenta anche l’occasione per tracciare il bilancio di una stagione che ha confermato la Micat in Vertice come una delle realtà concertistiche più autorevoli, longeve e riconoscibili del panorama italiano ed europeo. Fondata nel 1923, la stagione dell’Accademia Chigiana costituisce infatti una delle più antiche stagioni concertistiche del nostro Paese e una delle pochissime ad avere mantenuto, senza interruzioni, continuità artistica e progettuale per oltre un secolo. Un patrimonio culturale unico che oggi assume un significato ancora più rilevante nel panorama internazionale della musica dal vivo. «La Micat in Vertice – sottolinea il Direttore Artistico Nicola Sani – si conferma una stagione unica nel panorama internazionale: dalla sua fondazione nel 1923 non ha mai conosciuto interruzioni, mantenendo una continuità progettuale e artistica che oggi assume un valore ancora più significativo. Anche quest’anno abbiamo presentato un cartellone di altissimo livello, capace di affiancare grandi interpreti della scena mondiale a produzioni originali e progetti esclusivi, rafforzando il ruolo della Chigiana nei principali circuiti della musica internazionale». «La risposta del pubblico – prosegue Sani – è stata straordinaria, con una crescita costante e una presenza sempre più significativa di giovani. Questo risultato è il frutto di un lavoro condiviso con le istituzioni del territorio e con il Comune di Siena, che rende possibile ampliare gli spazi e accogliere una comunità sempre più ampia. La Micat in Vertice non è soltanto una stagione concertistica, ma un patrimonio culturale vivo della città: un luogo in cui la grande musica dialoga con il presente e contribuisce a costruire il futuro». Nel corso della stagione 2025/2026, la Micat in Vertice ha confermato il proprio profilo di eccellenza internazionale, offrendo un percorso artistico di straordinaria ampiezza e coerenza culturale, capace di attraversare repertori, epoche e linguaggi differenti attraverso una visione progettuale fortemente unitaria. La stagione si era aperta nella Cattedrale di Siena, come da tradizione il 22 novembre, con il grande omaggio ad Arvo Pärt per il suo 90° compleanno, che ha registrato il tutto esaurito: una serata di altissimo profilo artistico diretta da Tõnu Kaljuste, con il Coro della Cattedrale “Guido Chigi Saracini” diretto da Lorenzo Donati e l’Orchestra della Toscana, alla presenza dell’Ambasciatore di Estonia in Italia e di numerose personalità del mondo diplomatico e culturale. La stagione si è poi articolata in un susseguirsi di appuntamenti di straordinario rilievo, con interpreti del più alto standing internazionale come Ian Bostridge con Roberto Prosseda, Francesco Piemontesi, il Quatuor Modigliani, il Jack Quartet e il Danish String Quartet, accanto a progetti che hanno esplorato linguaggi differenti, dagli albori del barocco alle più innovative scritture contemporanee. Particolare rilievo hanno avuto anche le proposte dedicate alla vocalità e al teatro musicale, con Peppe Servillo e Costanza Alegiani e con programmi dedicati a Brecht e Weill, oltre alla presenza di formazioni specializzate nella musica antica come Nevermind e il grande clavicembalista francese Jean Rondeau, con la loro originale rilettura di Johann Sebastian Bach e i Madrigalisti della Stagione Armonica che hanno omaggiato Siena e le sue radici musicali, nell’interpretazione degli inediti di Francesco Bianciardi ricostruiti dal compianto Sergio Balestracci. Accanto a queste realtà consolidate, la stagione ha dato spazio alla nuova generazione di interpreti, con le talentuose musiciste e allieve chigiane del Quartetto Rilke e la novità assoluta del progetto dell’Ensemble Tabula Rasa guidato da Stefano Battaglia, nato all’interno dell’omonimo corso-laboratorio della Summer Academy chigiana in collaborazione con la Siena Jazz University, confermando ancora una volta il ruolo della Chigiana come grande laboratorio internazionale di formazione, sperimentazione e crescita artistica. Nel suo insieme, la Micat in Vertice si conferma così un progetto culturale di autentico respiro internazionale, capace di collocarsi pienamente nel panorama delle grandi stagioni europee non soltanto per la qualità straordinaria degli interpreti ospitati, ma per la continuità e la coerenza di una visione culturale che da oltre un secolo rappresenta uno dei tratti distintivi dell’Accademia Chigiana. In un tempo in cui molte istituzioni culturali tendono a privilegiare modelli di programmazione sempre più standardizzati, la stagione concertistica della Chigiana continua invece a distinguersi per la sua forte identità progettuale, per il carattere spesso esclusivo delle produzioni presentate e per la capacità di costruire percorsi artistici originali, nei quali convivono repertorio storico, creazione contemporanea, ricerca, formazione e sperimentazione. Per la città di Siena, poter accogliere ogni anno una stagione di questo livello significa non soltanto ospitare alcuni tra i più grandi interpreti della scena musicale mondiale, ma affermare concretamente il proprio ruolo come centro culturale europeo di eccellenza. La Micat in Vertice rappresenta infatti uno degli elementi più significativi dell’identità internazionale della città: una presenza stabile e riconosciuta che contribuisce alla qualità culturale del territorio, alla sua attrattività internazionale e alla costruzione di una comunità sempre più aperta, dinamica e partecipe. Al tempo stesso, la stagione costituisce una straordinaria opportunità di crescita culturale e formativa per le nuove generazioni, che hanno la possibilità unica di confrontarsi direttamente con artisti, ensemble e progettualità musicali di altissimo profilo internazionale, spesso protagonisti di produzioni esclusive realizzate appositamente per la stagione della Chigiana. In questo senso, la Micat in Vertice non rappresenta soltanto un cartellone concertistico di eccellenza, ma anche un luogo vivo di incontro, formazione e trasmissione del sapere musicale, capace di avvicinare il pubblico più giovane alla grande musica e di contribuire in modo concreto alla crescita culturale della città e del suo tessuto universitario e internazionale. Il concerto conclusivo con l’Orchestra della Toscana rappresenta dunque non soltanto l’ultimo appuntamento di un cartellone di eccellenza, ma anche una sintesi ideale dei valori che da oltre un secolo definiscono l’identità della Micat in Vertice: continuità, qualità, apertura internazionale, progettualità culturale e profondo radicamento nel tessuto storico e civile della città di Siena. Alle ore 20.30, una guida all’ascolto introdurrà il pubblico al programma della serata, offrendo approfondimenti e chiavi di lettura delle opere in programma. Info, biglietti e prenotazioni Prenotazioni: 0577 220922 – biglietteria@chigiana.org
PROGRAMMA Anton Webern Richard Strauss Felix Mendelssohn
INTERPRETI Emilio Cecchini, clarinetto Orchestra della Toscana
BIOGRAFIE Diego Ceretta – Classe 1996, lombardo, curioso e diretto, Diego Ceretta è uno dei più giovani direttori d’orchestra italiani ad aver già conquistato un podio stabile: dal 2023 guida l’Orchestra della Toscana. Formatosi al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, studia composizione e si diploma in violino e direzione d’orchestra con Daniele Agiman e si perfeziona con Gilberto Serembe, proseguendo poi il proprio percorso di alta formazione presso l’Accademia Chigiana di Siena sotto la guida di Daniele Gatti e Luciano Acocella. Sul podio debutta ventenne e da allora la sua carriera corre veloce: Rossini a Pesaro, Verdi a Parma, ma anche importanti esperienze sinfoniche con la Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin, l’Orchestre National de Montpellier, l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, l’Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo, il Maggio Musicale Fiorentino e i prossimi debutti con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e la Luzerner Sinfonieorchester. Nei suoi concerti cerca una relazione viva con l’orchestra, dove gesto e suono diventano racconto condiviso. Dirige con entusiasmo contagioso, energia e precisione, un equilibrio tra rigore e curiosità che trasforma ogni prova in un incontro nuovo. Emilio Checchini – Fiesolano di nascita e di formazione, intraprende lo studio del clarinetto fin da giovanissimo sotto la guida di Giovanni Riccucci. Dopo il diploma conseguito da privatista presso il Conservatorio “Mascagni” di Livorno, ottiene con lode il Master of Arts in Music Performance al Conservatorio di Lugano. Prosegue il proprio perfezionamento frequentando corsi di specializzazione presso la Scuola di Musica di Fiesole e il Conservatorio di Strasburgo, partecipando inoltre a masterclass tenute da Fabrizio Meloni, Karl Leister e Walter Seyfhart. Animato da una profonda curiosità musicale, sviluppa durante gli anni di formazione una particolare predilezione per il repertorio orchestrale e cameristico. Suona per diversi anni nell’ensemble di musica contemporanea Flame, esibendosi anche a Londra e New York, ed è membro del TwoFol Quartet, con cui esplora repertori eterogenei, dal klezmer al prog rock, oltre che del quintetto di fiati Emera. Dal 2019 ricopre il ruolo di primo clarinetto presso l’Orchestra della Toscana, affermandosi per versatilità interpretativa e apertura verso linguaggi musicali diversi. Umberto Codecà – Nato a Milano, si è diplomato nel 1988 presso il Conservatorio della sua città sotto la guida del M° Oscar Meana, proseguendo poi il proprio perfezionamento con maestri di riferimento come Klaus Thunemann, Milan Turkovic, Sergio Azzolini e Pascal Gallois. Dopo essersi affermato in concorsi sia come solista, tra cui il Concorso “A. Ponchielli” di Cremona, sia in ambito cameristico, con il Concorso di Musica da Camera di Martigny, ha intrapreso una carriera caratterizzata da un’intensa e versatile attività artistica. Ha collaborato come Primo Fagotto con importanti orchestre europee, tra cui il Teatro alla Scala, la Royal Opera House, il Teatro La Fenice, l’Orchestra della Svizzera Italiana, il Teatro Comunale di Bologna e il Teatro Regio di Torino. Dal 1994 ricopre stabilmente il ruolo di Primo Fagotto e Solista dell’Orchestra della Toscana, distinguendosi per autorevolezza interpretativa e ampiezza di repertorio. Accanto all’attività orchestrale, si dedica con continuità anche alla musica da camera e alla formazione delle nuove generazioni di musicisti. Orchestra della Toscana – Fondata a Firenze nel 1980, per iniziativa della Regione Toscana, della Provincia e del Comune di Firenze, è considerata una tra le migliori orchestre in Italia. Nel 1983, durante la direzione artistica di Luciano Berio, è diventata Istituzione Concertistica Orchestrale per riconoscimento del Ministero del Turismo e dello Spettacolo. L’organico medio è di 44 musicisti che si suddividono anche in agili formazioni cameristiche. L’Orchestra ha sede a Firenze nello storico Teatro Verdi, dove presenta la propria stagione di concerti, distribuiti poi in tutta la Toscana. È oggi guidata dalla direzione artistica di Daniele Spini e dalla direzione principale di Diego Ceretta.
Ufficio Stampa Accademia Musicale Chigiana 
COMUNICATO STAMPA
L’Orchestra della Toscana diretta da Diego Ceretta chiude la 103ª Micat in Vertice
Webern, Strauss e Mendelssohn per l’ultimo imperdibile concerto
della storica stagione della Chigiana8 maggio 2026, ore 21.00
Teatro dei Rozzi – Siena
I biglietti (da € 5 a € 25) sono disponibili presso la biglietteria dell’Accademia Musicale Chigiana e online su www.chigiana.org e TicketOne.it.
Riduzioni per studenti, under 26, over 65 e possessori della Carta Universitaria “Studente della Toscana”.
Langsamer Satz
Duetto Concertino
Sinfonia n. 1 in Do minore op. 11
Umberto Codecà, fagotto
Diego Ceretta, direttore
L’Orchestra suona regolarmente in tutta Italia, ospite più volte del Lingotto di Torino, del Teatro alla Scala e dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma e nelle più importanti sale europee e d’oltreoceano, dalla Carnegie Hall di New York al Teatro Coliseo di Buenos Aires, a Hong Kong e in Giappone. La sua storia artistica è segnata dalla presenza e dalla collaborazione con musicisti illustri come Salvatore Accardo, Martha Argerich, Rudolf Barshai, Yuri Bashmet, Franco Battiato, Stefano Bollani, Frans Brüggen, James Conlon, Myung-Whun Chung, Tan Dun, Richard Galliano, Gianandrea Gavazzeni, Gianluigi Gelmetti, Daniel Harding, Eliahu Inbal, Yo-Yo Ma, Butch Morris, Emmanuel Pahud, Daniele Rustioni, che ne è stato Direttore musicale e Direttore artistico, Ryūichi Sakamoto e Uto Ughi. L’ORT si distingue per l’eccellenza dei musicisti di cui è composta ed è interprete duttile di un ampio repertorio, dal barocco al classicismo, dal romanticismo al Novecento storico, con una particolare attenzione alla musica contemporanea, che l’ha portata a partecipare a importanti manifestazioni come la Biennale Musica di Venezia e il Festival Musica di Strasburgo. L’ORT ha ideato e realizzato il Festival “Play It!” dedicato alla musica italiana del nostro tempo, che nel 2014 ha ricevuto il Premio “Franco Abbiati” della critica musicale italiana quale migliore iniziativa.
I suoi concerti sono trasmessi da Rai Radio Tre e da Rete Toscana Classica; incide per Emi, Ricordi, Agorà, VDM Records, Sony Classical, Warner Music Italia, NovAntiqua Records e Dynamic.
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