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27 febbraio 2020

Palazzo Chigi Saracini
ore 21

SUI CONFINI

ELSA MARTIN  voce ed elettronica
ALESSANDRO TURCHET contrabbasso

 

Ogni lingua descrive il mondo, ma non sempre riesce a rappresentarlo.

I poeti scavano nelle sonorità di una lingua alla ricerca di parole che risuonino a contatto col mondo, per rivelare gli aspetti nascosti di cose e persone, le emozioni invisibili che ad esse ci legano. Il canto invece flette il suono delle parole lungo la linea della melodia, perché la voce offra una carne sensibile agli affetti più intimi.

Quando i musicisti provano a intonare poesie, si ritrovano immediatamente nella bottega dei poeti a fare i conti con i loro esperimenti. Il metro e il ritmo dei versi, i respiri, il tono della prosodia, tracciano un solco che già può accogliere la musica, o sfidarla. D’altra parte, il compositore può seguire i suggerimenti del verso, o decidere di contrastarlo, rendendo ancor più aspro e drammatico il rapporto fra il senso e le parole, di cui la musica può mettere a nudo l’inadeguatezza.

Per Gilles Deleuze “avere uno stile” significava trovare nella propria lingua una lingua straniera. Per trovare la propria voce, il poeta cerca di alterare il più possibile la sua lingua, la trasforma da terreno di lavoro quotidiano a territorio da esplorare. Eppure abbiamo tutti un rapporto viscerale con la lingua madre, quella che impariamo ascoltandola fin dalla nascita, quella che partorisce per noi le parole che esprimono ciò che sentiamo e che non possiamo indicare altrimenti.

La lingua madre è quella nel cui abbraccio riusciamo davvero a dire ti amo.

Mentre le accademie lavoravano alla costruzione dell’Italiano, per secoli in Italia hanno convissuto una miriade di lingue. Negli ultimi cinquant’anni molte hanno rischiato seriamente di estinguersi: ridotte dalla scuola a semplici dialetti, sono poi annegate nella lingua della televisione, divenendo mere inflessioni ridicole, o da disprezzare. Solo i poeti hanno sentito la necessità di continuare a declinare la lingua madre che permetteva loro di parlare del mondo, al mondo. Era già una lingua straniera nella propria lingua, con uno stile che sembrava poter affondare le radici nella stessa terra su cui erano nati. I poeti avevano bisogno di una lingua che circolasse nella mente e nel corpo come il sangue e l’aria. Una lingua dalla irresistibile pulsione vitale, che trasforma in “casa” ogni luogo dove se ne riconoscono gli accenti.

Elsa Martin dona una casa musicale alle parole dei poeti friulani. Offre loro un corpo sonoro, vibrante e sensuale. Lascia che l’accento di ogni verso pulsi nell’incedere del ritmo. Libera il suono delle vocali perché la parola si faccia avanti verso l’ascoltatore, fino a chiedere di entrare nel suo mondo. Cantautrice e performer che si muove fra il jazz e la sperimentazione, Elsa Martin conserva un legame inscindibile con la tradizione friulana, che per lei non si limita ad essere un patrimonio popolare da riproporre. Preferisce piuttosto nutrirlo con un dialogo costante e aperto verso ogni altro stimolo artistico e culturale. Nel suo lavoro, i versi in Friulano di Pier Paolo Pasolini, Novella Cantarutti, Pierluigi Cappello, Amedeo Giacomini, Federico Tavan, Maria Di Gleria hanno incontrato le sonorità internazionali della canzone d’autore, portandola a guadagnare riconoscimenti come il Premio Andrea Parodi, le targhe Tenco e il “Premio Nazionale Città di Loano per la Musica Tradizionale Italiana”. La sua ricerca è approdata nell’universo musicale di Stefano Battaglia, con cui ha realizzato due dischi Sfueâi (2019) e Al centro delle cose, in prossima uscita.

Il contrabbasso di Alessandro Turchet, che porta fra le corde i colori del jazz e del tango nuevo, delle danze caraibiche e del manouche, è da anni la solida controvoce al fraseggio lirico di Elsa Martin, la terra che la sostiene e in cui generosamente possono affondare le radici della sua musica.

Stefano Jacoviello

ASCOLTO LIBERO

Elsa Martin

con Stefano Battaglia, Sfueâi, live Mittelfest, 2016

con Stefano Battaglia, Cjampanis, da “Sfueâi”, 2019

Elsa Martin, Spiràlia, (performance), CSS Teatro stabile di innovazione FVG, 2019

Elsa Martin, Cjante, 2014

Elsa Martin, O Staimi Atenz, live 2012

Elsa Martin, Dentrifûr,  Premio “Andrea Parodi” 2012

 

Alessandro Turchet

con Gaetano Valli, Calipso, DuoLogues live 2017

con Quinteno Porteño, Desiderata, live 2016

con Riccardo Chiarion, John Taylor, Diana Torto & alii, Voce, da “Waves”, 2015

con Mocambo Swing, Il dolce del sale, da “La bela vie”, 2015

INGRESSO GRATUITO

 

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