29 SETTEMBRE
3 OTTOBRE 2026

RESHAPING THE TRADITION
Le tradizioni sono sempre più invocate come pretesto per rivendicare la legittimità del potere o erigere barriere contro ciò che è ritenuto diverso. Per questo oggi è opportuno ricordare che ogni espressione umana nasce dal confronto, dal dialogo e dalla traduzione reciproca. La posta in gioco non è l’eliminazione delle distanze, ma la possibilità di esplorarle, di metterle in relazione e renderle produttive. Questo vale non solo per i musicisti, ma anche per il loro pubblico.
Oggi ancora più di prima, le dinamiche musicali messe in luce da Reshaping the Tradition devono offrire al pubblico uno spazio di riflessione riguardo alle devastanti violenze quotidiane con cui purtroppo ancora non smettiamo di avere a che fare.
La gamma di tradizioni musicali con cui oggi musicisti e ascoltatori devono confrontarsi non è una raccolta ordinata di ricordi del passato. È piuttosto una memoria viva e totalmente al presente, si ramifica in tutte le direzioni e attende di essere interpretata e condivisa, rivisitata e rimodellata. “Reshaping the Tradition” intende riformulare per mezzo della cultura musicale il rapporto tra individuo e comunità, tra il soggetto e l’”altro”, tra il proprio contesto e altre culture, mondi e tradizioni.
IL WORKSHOP A SIENA
La settima edizione del workshop dedicato alla musica radicata nella tradizione del Mediterraneo orientale si svolgerà dal 29 settembre al 3 ottobre 2026 a Palazzo Chigi Saracini, sede dell’Accademia Musicale Chigiana, centro internazionale per le attività di formazione, produzione e promozione della musica. I seminari 2026 vedono la nuova partecipazione di docenti di rilievo internazionale come Derya Türkan, Şakir Ozan Uygan, Evgenios Voulgaris, Virginia Nicoli.
Maestro assistente è ancora Ciro Montanari (tabla). Coordinatore del programma didattico è il M° Peppe Frana.
Reshaping the Tradition è una iniziativa idealmente legata a Labyrinth Musical Workshop, centro di formazione permanente fondato da Ross Daly con sede a Creta (Grecia), che ha da sempre l’obiettivo di superare le distanze che ci separano da altre culture, lasciate al di là di un confine reale o immaginario, da cancellare.
Il progetto internazionale “Reshaping the Tradition”, a cura di Stefano Jacoviello, è una iniziativa dell’Accademia Musicale Chigiana con la consulenza di Labyrinth Italia, ed è realizzato con la collaborazione del dott. Salvatore Morra e il prezioso supporto dell’ISMEO – Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente – il cui scopo è condurre campagne di ricerca, programmi di studio e alta formazione sulle culture e presso i paesi dell’Asia e dell’Africa, e sulla loro interazione con il bacino mediterraneo.
ORARI
I seminari si svolgeranno dal martedì 29 settembre al sabato 3 ottobre a Siena, presso la sede dell’Accademia Musicale Chigiana, Palazzo Chigi Saracini, via di Città 89.
AMMISSIONE
Per partecipare alle masterclass si prega di compilare il modulo online.
SCADENZA ISCRIZIONI
15 SETTEMBRE 2026
INIZIO LEZIONI
29 SETTEMBRE 2026
CORSI
LA MUSICA DI ISTANBUL
DERYA TÜRKAN
COMPOSIZIONE RITMICA CON LA DARBUKA E I TAMBURI A CORNICE
ŞAKIR OZAN UYGA
IL LINGUAGGIO MODALE DEL MEDITERRANEO ORIENTALE
EVGENIOS VOULGARIS
CANTO DHRUPAD
VIRGINIA NICOLI
in collaborazione con

workshop advisor

LA MUSICA DI ISTANBUL

DERYA TÜRKAN
ORARI
AULA ROSSINI
Da martedì 29 settembre a venerdì 2 ottobre
h. 10.00-13.00 /15.00-18.00
Sabato 4 Ottobre
h.10.00 – 13.00
WORKSHOP
L’atmosfera musicale di Istanbul è percepibile in tutte le sue sfaccettature lungo un ampio spettro che si estende dal Palazzo ai luoghi di vita della gente comune. La città è stata per secoli un punto di incontro tra diverse culture e ciò ha permesso l’emergere di nuove forme musicali. La musica classica di Istanbul si è nutrita di questa diversità e ha acquisito una propria identità unica. Le interazioni fra i musicisti di palazzo e gli altri provenienti da varie regioni e culture hanno avuto un ruolo decisivo.
Seguendo la parabola storica dell’Impero Ottomano, la cultura musicale di palazzo ebbe grande importanza soprattutto nel XVI e XVII secolo: in questo periodo emersero molti compositori ed esecutori di rilievo. Tuttavia, l’eredità musicale di Istanbul non ha radici solo nel Palazzo, ma proviene anche da tutti i luoghi della vita quotidiana, come le taverne e i caffè di vari quartieri della città. In questi posti si incontrano musiche di culture diverse, dando vita a nuovi stili fra la gente.
Soprattutto a partire dalla fine del XIX secolo, grazie al rapporto con il repertorio e gli stili musicali occidentali, Istanbul ha assistito a una nuova fase di sintesi e modernizzazione musicale.
In questo workshop, dedicato specificamente agli strumenti ad arco, gli studenti eseguiranno musica composta sia a Palazzo che tra la gente, dal XVI al XX secolo. Verranno eseguite opere di compositori come Ali Ufki Bey, Dimitri Cantemir, Sultan Selim III, Hanende Zaharya, Numan Ağa, Hamparsum Limoncjian e Ali Rıfat Çağatay.
BIOGRAFIA
Derya Türkan è un maestro del kemenche (classico strumento ad arco turco a tre corde). Grande conoscitore del repertorio della musica classica ottomana, usa la sua esperienza di improvvisatore per andare incontro ad altri stili musicali.
Türkan è nato a Istanbul, in Turchia, nel 1973. È cresciuto in una famiglia di musicisti e le sue prime lezioni di musica sono state impartite dal noto violoncellista turco Firat Kiziltug. Dal 1984 al 1994, Türkan ha frequentato e si è laureato presso il Conservatorio di Musica Turco, Dipartimento di Educazione agli Strumenti dell’Università Tecnica di Istanbul, dove ha studiato kemence con Ihsan Oezgen. Nel 1990 è stato invitato a far parte dell’Istanbul National Turkish Music Ensemble del Ministero della Cultura turco, diretto da Necdet Yasar.
Nel 1991 Türkan è entrato a far parte della Radio Televisione Turca (TRT), divisione Radio Istanbul. Nel 2000 è diventato dipendente fisso della TRT. Ha avuto l’opportunità di esibirsi al fianco di maestri come Alaeddin Yavasca, Bekir Sidki Sezgin, Niyazi Sayin, Erol Deran, Mutlu Torun, Inci Cayirli e Yavuz Ozustun. Durante questo periodo si è esibito in molti concerti in ambito nazionale e internazionale con gruppi noti come il Necdet Yasar Ensemble e l’Anatolia Ensemble di Ihsan Oezgen.
Türkan ha tenuto numerosi concerti negli Stati Uniti, in Francia, Germania, Finlandia, Italia, Spagna, Olanda, Belgio, Polonia, Grecia, Israele e in molti altri Paesi. In particolare, si è esibito e ha tenuto seminari sia sulla costa orientale che su quella occidentale degli Stati Uniti in Università come il MIT, Harvard e UC Santa Cruz, oltre al New England Conservatory.
COMPOSIZIONE RITMICA CON LA DARBUKA E I TAMBURI A CORNICE

ŞAKIR OZAN UYGA
ORARI
AULA TEATRINO
Da martedì 29 settembre a venerdì 2 ottobre
h. 10.00-13.00 /15.00-18.00
Sabato 4 Ottobre
h.10.00 – 13.00
WORKSHOP
La darbuka è uno strumento a percussione diffuso in un’area geografica che si estende dal Maghreb all’Asia centro-occidentale. Dal folklore tunisino alla tradizione classica egiziana e turca, sconfinando nei Balcani e attraversando le diverse espressioni della world music, la darbuka viaggia lungo secoli e linguaggi musicali, adattando la sua espressione al dialogo con l’altro.
In diverse fogge e materiali secondo la regione di provenienza, la darbuka e i diversi tamburi a cornice interagiscono con gli strumenti melodici costruendo linee ritmiche che si sviluppano seguendo le modulazioni dei makam, ma elaborando il proprio fraseggiare secondo le caratteristiche di diversi modi ritmici.
Il corso si concentrerà sulla composizione ritmica con un focus speciale sul patrimonio musicale turco. Il corso è aperto a tutti I percussionisti.
BIOGRAFIA
Şakir Ozan Uygan ha iniziato a suonare la darbuka all’età di cinque anni e ha studiato percussioni al Conservatorio Statale di Musica Turca dell’Università Ege di Smirne. Risiede a Istanbul dove prosegue la sua carriera professionale. Oltre che in Turchia è esibito in Tunisia, Svizzera, Germania e Grecia, arricchendo il proprio linguaggio attraverso l’incontro con altre tradizioni musicali. Oltre al repertorio classico ottomano e la musica della tradizione anatolica, le sue collaborazioni si aprono ad altri generi, dal jazz alla world music.
IL LINGUAGGIO MODALE DEL MEDITERRANEO ORIENTALE

EVGENIOS VOULGARIS
ORARI
AULA VERDI
Da martedì 29 settembre a venerdì 2 ottobre
h. 10.00-13.00 /15.00-18.00
Sabato 4 Ottobre
h.10.00 – 13.00
WORKSHOP
Il workshop, aperto a tutti gli strumenti, esplorerà i principi e la pratica del linguaggio melodico modale attraverso esempi musicali tratti sia dai repertori tradizionali della regione del Mediterraneo orientale sia da composizioni contemporanee, per facilitare la comprensione esperienziale.
In questo contesto, ci si concentrerà anche sulla forma dell’improvvisazione.
L’obiettivo del workshop è quello di aiutare i partecipanti a sviluppare una connessione personale e lucida con il potere espressivo della melodia modale, utilizzandola come una forma di linguaggio umano: è come comprendere il passato parlando nel tempo presente.
BIOGRAFIA
Eugenios Voulgaris ha iniziato a studiare musica bizantina nel 1985. Dal 1992 si occupa dell’interpretazione degli stili musicali orientali. Ha studiato in Grecia con Christos Tsiamoulis e a Istanbul con Fahrettin Cimenli e Murat Aydemir. Ha inoltre partecipato a numerosi seminari di Labyrinth a Houdetsi, dedicati all’oud, al rebab, alla composizione e orchestrazione.
Dal 1992 è supervisore della Scuola di strumenti tradizionali della Diocesi di Ilia a Pyrgos e Amaliada. Ha insegnato presso il Conservatorio Municipale di Patrasso come responsabile del Dipartimento di Musica Greca. Dal marzo 2005 insegna oud, yaili tambour, organologia e ensemble presso l’Istituto Tecnologico Educativo dell’Epiro, dove ha fondato il Laboratorio di Musica Orientale nel Dipartimento di Musica Popolare e Tradizionale in collaborazione con Marco Skoulios, Toli Tsardaka e Pano Poulos.
Si esibisce in Grecia e all’estero, partecipando a numerose sessioni di registrazione in solo, con il suo gruppo Romioi, e con altri gruppi e artisti.
La sua attività compositiva comprende musiche per spettacoli teatrali e l’opera “The message of the prince” (insieme a Christos Galanopoulos). Nel 2006, sotto gli auspici del Dipartimento di Musica Popolare e Tradizionale (TEI dell’Epiro), è stata pubblicata una raccolta di 200 canzoni del repertorio della musica rebetiko del periodo fra le due guerre mondiali, trascritte nelle modalità della musica orientale (in collaborazione con Vassilis Vantarakis).
CANTO DHRUPAD

VIRGINIA NICOLI
ORARI
AULA BOCCHERINI
Martedì 29 settembre : h. 15.00-18.00
Da mercoledì 1 ottobre a venerdì 3 ottobre
h. 10.00-13.00 /15.00-18.00
Sabato 4 Ottobre
h.10.00 – 13.00
WORKSHOP
Canto Dhrupad
Tecnica vocale e improvvisazione nella Musica Classica Indiana dell’India del Nord
Il corso è dedicato allo studio del canto Dhrupad, la più antica tradizione vivente della Musica Classica dell’India del Nord. Attraverso lo studio della tecnica vocale, dell’intonazione (sur), del respiro e della qualità del suono, gli studenti impareranno a utilizzare la voce come un vero e proprio strumento musicale, sviluppando un’emissione naturale, libera da tensioni e sostenuta da solide basi tecniche.
Particolare attenzione è dedicata allo studio dell’improvvisazione, elemento fondante della Musica Classica Indiana. L’improvvisazione viene studiata come un processo compositivo istantaneo, fondato su principi precisi e su una rigorosa progressione didattica. Attraverso lo studio della grammatica del rāga, gli studenti apprendono gli strumenti necessari per sviluppare progressivamente un discorso musicale coerente, consapevole e nel rispetto della tradizione.
La didattica nasce dall’esperienza diretta di Virginia Nicoli come musicista occidentale formatasi nella tradizione del Dhrupad. Il suo percorso di studio in India e oltre dieci anni di insegnamento le hanno permesso di sviluppare una metodologia di insegnamento capace di accompagnare gli studenti nella comprensione di una tradizione musicale profondamente diversa dalla nostra, senza comprometterne il rigore e l’autenticità.
BIOGRAFIA
Virginia Nicoli è una flautista, cantante Dhrupad e compositrice. Ha studiato flauto traverso sin dalla prima infanzia. All’età di 18 anni ha incontrato la tradizione classica indiana e da allora si è dedicata completamente allo studio di quest’arte. Ha dunque vissuto e studiato a lungo in India, dove ha sviluppato un profondo legame con il Dhrupad, la forma più antica e meditativa della musica classica dell’India del Nord. La musica di Virginia Nicoli è caratterizzata da profondità contemplativa e sottili inflessioni microtonali che si dispiegano con notevole virtuosismo nell’improvvisazione. Si esibisce con la voce, il bansuri oltre al flauto traverso e il flauto d’amore.
Pur restando fedele all’essenza del Dhrupad, spinge i confini della sua struttura in dialogo con una vasta gamma di linguaggi musicali, portandola a collaborare con artisti di generi diversi: Marcello Fera e il Conductus Ensemble, Hooshang Faharani, Aliya Raheed, Christos Barbas, Ross Daly e i Gundecha Brothers. Con Igino Giovanni Brunori crea il duo Samvad.

